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Diario


11 giugno 2005

l'antenato di Osama

Di Andrea Sartori
 
     Dopo l'11 settembre fior di islamologi e opinionisti si buttarono a pesce sull'argomento ''terrorismo islamico''. Ci dissero che il terrorismo era un fenomeno assolutamente estraneo all mentalità musulmana ( con buona pace di Arafat e Abu Abbas!) specie quello suicida, che invece era invenzione giapponese ( essendo ''kamikaze'' ''vento degli Dei'' una parola giapponese. Non si specificava che il kamikaze nipponico era un aviatore che colpiva obiettivi militari e non un terrorista!)

Ma il terrorismo non fu un fenomeno sconosciuto nemmeno all'islam della cosiddetta ''epoca d'oro'' e la testimonianza più impressionante di un personaggio inquietantemente simile a Osama bin Laden ce l'abbiamo da uno dei più celebri classici della letteratura italiana del Trecento: il '' Milione''di Marco Polo.

Marco Polo risiedette per ben venticinque anni in Asia e a sedici anni aveva già appreso il turco, il persiano e il mongolo. Lui ci lascia testimonianza del cosiddetto ''Veglio della Montagna''.

Costui era il capo della setta islamica degli ismailiti. Marco lo chiama ''Aloodyn'' ma in realtà lui ci parla del suo successore, l'ultimo ''Veglio'' che si chiamava Rocknuddin.
Costui , stando al racconto poliano, teneva una corte di giovani uomini che gli dovevano fedeltà assoluta. Per tenerli di più sotto il loro controllo, racconta il Polo, ''egli faceva dare loro oppio'' e poi li portava in un giardino e questi ''veramente si credevano essere in paradiso. E queste donzelle sempre istavano con loro in canti e grandi sollazzi'' ( è notorio che il premio che il Corano promette ai musulmai è un paradiso carnale '' e invece ai pii toccherà un luogo agognato, giardini e vigneti, fanciulle dal seno traboccante e coppe ripiene'' 78. 31-34).
Facendoli uscire da un tal luogo essi credono di aver visto il Paradiso promesso dal Corano. Quindi ambiscono a ritornarci. 

'' E quando il Veglio vuole fare uccidere alcuna persona, egli fa torre lo quale sia più vigoroso, e fagli uccidere chi egli vuole: e coloro lo fanno volentieri, per ritornare nel Paradiso. Se scampano, ritornano al loro signore; se è preso, vuole morire, credendo ritornare al Paradiso. E quando il Veglio vuole uccidere uomo, egli lo prende e dice ''Va, fa tal cosa, e questo ti fo perchè voglio farti tornare al Paradiso'' così Marco Polo racconta. La somiglianza con l'attuale al Qaeda è impressionante.

Marco Polo inoltre chiama questa setta degli ''assessini''. Il nostro ''assassino'' è una parola di derivazione araba ( probabilmente da ''hashishin'' i ''mangiatori di hashish'' allusione alla droga con cui il Veglio controllava la volontà di questi adepti). Quindi sarebbe prpri azzeccato, anche storicamente ed etimologicamente, chiamare i terroristi di Hamas, Jiahd o al Qaeda, più che ''kamikaze'' proprio ''assassini''.

Il vizio del terrorismo è un vizio antico........




permalink | inviato da il 11/6/2005 alle 12:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (27) | Versione per la stampa
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